Il confronto

Ancora sul Pug, le perplessità e le proposte di Fiamma tricolore

​Il coordinatore cittadino Francesco Paolo Paparella: «Le previste tre aree mercatali appaiono eccessive; ne basterebbe una soltanto lungo l’area compresa tra Ruvo e Terlizzi»

Politica
Ruvo di Puglia giovedì 14 marzo 2019
di La Redazione
Cimitero
Cimitero © Facebook

Persistono le perplessità sul Pug. Stavolta a esprimerle, non senza formulare proposte alternative, è Francesco Paolo Paparella, coordinatore cittadino del “Movimento sociale Fiamma tricolore”, nonché componente dell'apposito “tavolo tecnico”.

«Per quanto riguarda la erigenda zona industriale al confine col territorio di Corato - esordisce Paparella -, essa nasce dalla volontà dell’allora dirigente all’Urbanistica e dell'assessore (siamo nell’ormai lontano anno 2010), che sembra quasi una forzatura di quanto proposto dal professor Martinelli, in ruolo al Politecnico di Bari e tecnico incaricato dal Comune di Ruvo di Puglia in ordine alla redazione proprio della nuova zona industriale. Orbene, quando viene presentata la prima bozza del Pug, l’allora sindaco Michele Stragapede elimina la proposta progettuale così come presentata e invita lo stesso professionista a trovare nuove soluzioni.

Nel frattempo, subentra un rinnovamento nella civica Amministrazione (siamo all’anno 2012) e viene istituito il tavolo tecnico finalizzato a offrire all’intera cittadinanza occasione di partecipazione e inoltro di proposte finalizzate allo sviluppo della propria città. In questa nuova visione politica adottata dai subentrati neo-amministratori, scaturisce stranamente il reinserimento dell'antica proposta dirigenziale già accantonata.

Infatti appare piuttosto discutibile come il Politecnico vada a progettare una zona industriale su un’area interessata da lame e falde idriche sotterranee. A questo proposito, diversi partecipanti al tavolo tecnico facevano espressa richiesta all’organizzatore, l'architetto Giambattista Del Rosso, di visionare l’integrale documentazione relativa agli incarichi e alla volontà politica sia della decorsa amministrazione Stragapede che dell’amministrazione Ottombrini. A tale richiesta non è mai stato dato alcun riscontro, pertanto le perplessità di codesta attuale amministrazione sono pienamente motivate e condivise.

Per quanto concerne l’anello di collegamento previsto tra la via per Corato e la via per Molfetta (retrostante la zona del civico cimitero), esso appare un ‘opera inutile o quanto meno superflua e degna dell’epoca faraonica. Pertanto se ne propone l’integrale eliminazione dal Pug, attesi altresì i notevoli costi di realizzazione.

Le previste tre aree mercatali appaiono decisamente eccessive; ne basterebbe una soltanto lungo l’area compresa tra Ruvo e Terlizzi, anche perché ottimamente posizionata lungo zone ben servite dalla viabilità stradale (e forse anche ferroviaria in un prossimo futuro).

Ruvo di Puglia è una citta prettamente ancora a vocazione agricola, e quindi sorge spontanea e doverosa da parte di coloro che hanno partecipato al tavolo tecnico l’istanza di creare quanto prima una zona agro-alimentare, a individuarsi tra le strade Ruvo-Terlizzi e Ruvo-Molfetta e sino al confine tra questi Comuni, area che non sia di primario interesse archeologico, contrariamente a quanto previsto dal Politecnico di Bari che, di contro, l’ha invece configurata in un’area ad interesse altamente archeologico posta a sud di Ruvo.

L’ipotesi della realizzazione di una base logistica per lo smistamento delle merci appare quanto meno lodevole e in perfetta sintonia con il futuro turistico della città. L’ individuazione di una zona turistico-alberghiera nella “cinta urbana” – adiacente comparto A – è quanto meno necessaria per una città come la nostra votata all’arte».

Per quanto riguarda la cava in contrada “Belluogo”, «il tavolo tecnico ha proposto due soluzioni sensate e coraggiose, quali la realizzazione di un parco pedonale e ciclistico che vada a inglobare il sedime della cava, che potrebbe benissimo essere trasformata, alla dismissione, in laghetto artificiale. A questo punto si dovrebbe vagliare e trovare una soluzione condivisa che vada a coniugare le esigenze della parte privata con quelle della parte pubblica.

Insomma, in conclusione, Paparella, «in piena condivisione con i propri simpatizzanti e aderenti, propone di eliminare totalmente la così prevista nuova zona industriale, attesa la persistente capienza di quella attuale; soprassedere alla realizzazione dell’anello di collegamento tra la strada per Molfetta e quella per Corato; ridurre le previste tre aree mercatali a una soltanto, magari espandendola; eliminare ogni ipotesi di trasformazione urbanistica delle aree adiacenti il viale Ugo Foscolo ed il civico Cimitero, al fine di preservarne l’assoluta storica integrità e monumentalità; integrare e ribadire la necessità di realizzare strutture alberghiere idonee e degne del terzo millennio; ribadire la proposta di rendere l’area della cava sita in contrada “Belluogo” un percorso pedonale e ciclistico, nonchè di collegamento tra tutte le aree verdi della città.

In ultimo, partendo dal presupposto che Ruvo è una città d’arte universalmente riconosciuta, si permette di suggerire che venga formulato un accordo di programma tra le Soprintendenze per i Beni culturali e Turismo secondo cui, in caso di rinvenimenti di materiali storico-archeologici in corso di opere pubbliche e private, e comunque prima della loro rimozione dal sito d’origine, di tali ritrovamenti sia data celere divulgazione ai ricercatori e ai settori archeologici delle varie università italiane ed europee, al fine di realizzare una rapida successione d’indagine conoscitiva e di catalogazione, prima di indi collocare i vari beni così repertati in idonee strutture di esclusiva proprietà comunale, al fine di impedire, come purtroppo già accaduto in passato, che siffatti beni di valore archeologico endemici di questa zona vengano dirottati verso altre città viciniori, a scapito della dovuta appartenenza e permanenza nel luogo di origine».

Si resta sempre disponibili a ogni ulteriore confronto o nuova proposta che possa essere sempre finalizzata a un ulteriore e sicuro arricchimento per la nostra città», conclude la nota di Fiamma tricolore.

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