Ieri mattina in piazza Matteotti

Il Sindaco alla manifestazione in suo sostegno: «La città ha bisogno di uscire dalle sabbie mobili»

Pasquale Chieco: «​Abbiamo degli obiettivi e dei valori e non li cambieremo: non siamo disponibili a mercimoni, ma siamo disponibili al compromesso​. A un passo laterale per farne due in avanti​»

Politica
Ruvo di Puglia lunedì 18 marzo 2019
di Elena Albanese
Chieco alla manifestazione in suo sostegno
Chieco alla manifestazione in suo sostegno © RuvoLive.it

Per quante persone vi si aggreghino, date le dimensioni, piazza Matteotti sembra sempre più vuota che piena. Ma ieri è stata riempita di motivazione, quella degli organizzatori della manifestazione di sostegno al Sindaco dimissionario, e di motivazioni, quelle per le quali Chieco non dovrebbe rinunciare alla carica e al percorso intrapreso.

Lo sfondo è puntellato di cartelloni colorati, nei quali si esplicita quanto fatto dall'attuale amministrazione e quanto ancora in corso potrebbe ora interrompersi. Ristrutturazione della scuola Bovio, Piano della sosta, Teatro comunale, parco urbano in via Pertini, velostazione, Distretto biologico delle Lame e molto altro ancora.

Gli interventi sono liberi, moderati da Raffaella Giancipoli. A parlare sono artisti, come il coreografo e ballerino Giulio De Leo, che incita la platea a fare 24 salti, uno per ogni mese dei circa due anni di governo cittadino ancora da trascorrere, o come l'attore Livio Berardi, il quale invita «a mantenere salda quest’amministrazione, perché altrimenti le persone come me andranno via da Ruvo».

Si dà atto al Primo cittadino di avere molte qualità, soprattutto umane. È «l’unico che cerca di sentire le persone da vicino», ammette qualcuno. La sua, testimonia l'ideatore del progetto dell'Ospedale Unico del Nord barese Felice Spaccavento, «è una politica che fa carezze. Continui ad amare e ad ascoltare e noi saremo con lei», gli dice.

Quasi tutti ci tengono a precisare che non appartengono a un partito, ma sono lì per difendere un movimento di “rinascita” che si incarna nell'attuale gestione del paese. Chi non l'ha capito è invece ancoràto all'interesse contingente e personale e non alza gli occhi verso la consapevolezza del bene comune, che dovrebbe essere il vero obiettivo. È per questo che ogni cambiamento incontra sempre delle grandi resistenze.

Ci sono giovani che provengono da Terlizzi e da Corato. Questi ultimi provocano scherzosamente: «Se voi non lo volete, Chieco ce lo prendiamo noi!».

Parla Rino Basile, «non da consigliere comunale, ma da cittadino ruvese a cui il Sindaco è riuscito a far intravedere nuovi orizzonti», e dice che sta «lavorando affinché questa maggioranza si ricomponga così come l’hanno voluta gli elettori». Dopo di lui, il collega Antonio Mazzone prospetta il «commissariamento come il buio per questa città».

Pasquale Chieco è in piedi in prima fila, ascolta in giacca di pelle nell'assolata e calda domenica mattina dopo aver inaugurato il PalaVolta. Interviene prima su sollecitazione di un cittadino e poi alla fine, solo per ringraziare. «Ho ascoltato interventi bellissimi, ognuno ha toccato una corda. Mi avete emozionato - dice agli intervenuti -. Io non mollo, ma dobbiamo ritrovare le ragioni dello stare insieme. I cambiamenti hanno bisogno di energia - e forse anche di questi momenti -, ma dobbiamo dare continuità al cambiamento. Io sono un soggetto collettivo. Non voglio mollare e farò di tutto perché questo percorso continui, ma bisogna avere i numeri necessari, quindi ci aspettano momenti di confronto.

Come spesso accade, il momento di crisi può essere trasformato in opportunità. Abbiamo degli obiettivi e dei valori e non li cambieremo: non siamo disponibili a mercimoni, ma siamo disponibili al compromesso. A un passo laterale per farne due in avanti, perché la città ha bisogno di uscire dalle sabbie mobili: da storie vecchie che sono la ragione per cui questa città è rimasta ferma per così tanto tempo».

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