Progetto "Luoghi Comuni"

“Piano Terra”, nuova vita per i locali comunali di via Martiri delle Foibe

Gli spazi saranno riqualificati e destinati a iniziative di innovazione sociale. L’Arti emanerà un avviso pubblico per selezionare il soggetto che li gestirà, a cui la Regione darà 40mila euro​​

Politica
Ruvo di Puglia lunedì 21 ottobre 2019
di La Redazione
Via Martiri delle Foibe
Via Martiri delle Foibe © Google maps

Uno spazio nella periferia di Ruvo di Puglia verrà riqualificato e destinato a iniziative di innovazione sociale promosse e realizzate da organizzazioni giovanili del terzo settore selezionate da Regione Puglia.

Infatti, a seguito della determina regionale 93/2019, i locali comunali al piano terra di via Martiri delle Foibe 29, candidati lo scorso aprile dal Comune di Ruvo di Puglia al progetto regionale "Luoghi Comuni", sono stati inseriti tra gli immobili pubblici che verranno valorizzati dal progetto.

Nei prossimi giorni l’Arti emanerà un avviso pubblico rivolto a onlus, Organizzazioni di volontariato, Aps, coop e imprese sociali per selezionare il progetto che gestirà i locali e a cui verrà affidato anche un finanziamento regionale di 40mila euro.

"Luoghi Comuni" è un’iniziativa delle Politiche giovanili della Regione Puglia e dell’Arti (Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione) che finanzia progetti di innovazione sociale da realizzare in spazi pubblici sottoutilizzati.

«Si tratta – ha detto l’assessora alla Cultura delegata alle politiche giovanili Monica Filograno – di un’opportunità importante per dare concretezza a idee nuove in grado di costruire pezzi di futuro per la nostra comunità.

“Piano Terra” è il nome che in fase di candidatura abbiamo voluto dare a uno spazio pubblico non ancora affidato, nell’immediata periferia della città, gemello del Coworking comunale e del Centro per famiglie e per minori adiacenti. L'idea è che con il bando che Arti emanerà a breve possa essere selezionato un soggetto del terzo settore capace di attivare qui uno spazio laboratoriale e multiculturale che faccia del cibo uno strumento di aggregazione sociale e promozione culturale, di inserimento lavorativo, lotta agli sprechi e promozione del km zero».

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