La polemica

Manca il numero legale, Consiglio Comunale deserto

Presenti 8 su 17 degli aventi diritto al voto. Il Sindaco: «Consiglio “dedicato” all’opposizione. Occasione di discussione sprecata». Il consigliere Piero Paparella (FdI): «Maggioranza senza numeri»

Politica
Ruvo di Puglia martedì 19 novembre 2019
di Veronique Fracchiolla
Consiglio Comunale deserto
Consiglio Comunale deserto © RuvoLive.it

Il Consiglio Comunale di ieri, fissato alle 16.30 in prima convocazione, nella sala conferenze della Pinacoteca Comunale, non si è svolto.

Dopo l'appello da parte del Presidente del Consiglio, alle 17.30, constatata la mancanza del numero legale - devono essere presenti, infatti, almeno nove degli aventi diritto al voto (17), tra cui il primo cittadino - l'adunanza è stata dichiarata deserta.

Si sono seduti sugli scanni sette consiglieri e il sindaco Pasquale Chieco: della maggioranza Michele Scardigno (PD e presidente del Consiglio), Giovanni Turturro (PD) e Antonio Mazzone (Sinistra Ruvese). Mancano i consiglieri Rino Basile e Raffaella Di Terlizzi (Ruvo Futura); i consiglieri Mario Paparella (PD), i consiglieri Francesco Summo e Pina Picciarelli (AppDem); Lia Caldarola (Sinistra Ruvese).

Dell'opposizione sono presenti Mariatiziana Rutigliani (Forza Italia); Damiano Binetti (Un'altra IDeA per Ruvo); Piero Paparella (Fratelli d'Italia) e Giovanni Mazzone (Puglia Popolare). Sono assenti i consiglieri Orazio Saulle e Antonello Paparella (Forza Italia)

Accanto al primo cittadino, gli assessori che avrebbero dovuto rispondere alle interrogazioni e ai punti, proposti dall'opposizione, costituenti l'intero ordine del giorno: l'assessora alla Cultura Monica Filograno; l'assessore ai Lavori Pubblici Nicola Giordano; l'assessore al Personale e Organizzazione Francesco Stolfa; l'assessore alle Finanze Rocco Marone.

Nasce la polemica.

Il Sindaco, dal profilo istituzionale Facebook, commenta:

«Questa poi...Consiglio Comunale tutto dedicato a interrogazione e ordini del giorno dell'opposizione (ben 17 punti!). Sindaco e quattro assessori presenti e pronti a rispondere; quattro consiglieri di maggioranza (il primo cittadino si contempla tra loro avendo il diritto al voto, ndr) presenti e pronti a garantire il numero legale e ad aspettare l'arrivo di qualche ritardatario - al momento, infatti, quelli di centrodestra sono solo quattro, ne servirebbe almeno un quinto). All'improvviso, incomprensibilmente, un consigliere di opposizione (il consigliere Paparella, ndr) si alza e chiede la verifica del numero legale che manca per l'assenza di due consiglieri di centrodestra. Morale della favola: Consiglio annullato, tempo sprecato, risorse sprecate, occasione di discussione sprecata. Una domanda sorge spontanea: ma vi interessa parlare dei problemi della città o volete solo fare confusione?».

La replica del consigliere Piero Paparella non si fa attendere. In un post sul suo profilo istituzionale Facebook, intitolato "La maggioranza senza numeri", scrive:

«Il fanatico delle regole continua a dimostrare di non conoscere le regole del Consiglio Comunale: nessuno ha chiesto la verifica del numero legale, bensì semplicemente si chiede che vengano rispettare le regole e le norme. Questo sì! Strano, vero? Il Regolamento all’art. 14 comma 3 testualmente recita: "Se il numero legale non si raggiunge entro un'orada quella indicata nell'avviso di convocazione, il Presidente dichiara deserta l’adunanza”.

Ricapitolando: il Presidente ha l’obbligo di fare l’appello entro un’ora; il Consiglio era convocato alle 16.30 e alle 17.30, come da regolamento, il Presidente ha fatto l’appello; i consiglieri di maggioranza erano quattro più il Sindaco». Tra i consiglieri citati, Paparella comprende il consigliere Giovanni Mazzone, da lui considerato una "stampella" dell'Amministrazione. Per questo, ironizza: «Ha ragione il Sindaco nel suo post». Poi prosegue: «Il Presidente alle 17.35 ha dichiarato “deserta l’adunanza”…come da regolamento.

Molti dei punti iscritti all'ordine del giorno di questo Consiglio Comunale erano già iscritti al precedente ordine del giorno e non furono discussi perché la maggioranza decise di andare via. Altro che chiacchiere!

La cosa positiva è, però, che dopo tre anni e mezzo di sua gestione, il Sindaco oggi ammette che la città ha dei problemi di cui parlare. I problemi della città non hanno colore politico e devono interessare tutti.

Chi ha avuto, poi , l’onore di essere stato eletto per amministrare e guidare la città, non può giocare a fare la minoranza dell’opposizione.

La maggioranza deve essere maggioranza, sempre. Ma forse il punto è proprio questo.

Come al solito quando il Sindaco è in difficoltà alza il livello di scontro con l’opposizione».

L'assise è rinviata ai prossimi giorni: in quella seduta si dovrebbe procedere anche alla surroga della consigliera di maggioranza Irene Turturo (AppDem) che, il 14 novembre scorso, ha rassegnato le dimissioni.

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