In vista dell'appuntamento del 29 marzo

Referendum costituzionale, cosa c'è da sapere

Nonostante sia un appuntamento importante per la nostra democrazia, in città, come in tutto il paese, il dibattito è completamente assente, tant’è che la stessa Agcom ha chiesto un adeguato spazio per la trattazione

Politica
Ruvo di Puglia giovedì 27 febbraio 2020
di Michele Lorusso
referendum
referendum © n.c.

Domenica 29 marzo si vota per il quarto referendum costituzionale nella storia della Repubblica sulla riduzione del numeri dei parlamentari. La consultazione popolare si esprimerà sull’approvazione o respingimento della legge che ha modificato la Costituzione e che prevede che il numero dei deputati sia ridotto 400 e quello dei senatori a 200.

Il referendum, così come previsto dall’articolo 138 della Costituzione, è stato chiesto in quanto detta legge, approvata alla Camera quasi all’unanimità, è stata approvata al Senato con una maggioranza inferiore ai due terzi.

Diversamente dai referendum abrogativi, per la validità di quello di marzo non è obbligatorio il raggiungimento di nessun quorum e, quindi, la promulgazione o meno della legge avverrà a prescindere dal numero di persone che si recheranno ai seggi.

Il quesito è il seguente: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari", approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - Serie generale - n° 240 del 12 ottobre 2019?». Per cui, se si è favorevoli alla riduzione bisognerà votare si, se si è contrari no.

Nonostante quello di marzo sia un appuntamento importante per la nostra democrazia, in città, come in tutto il paese, il dibattito è completamente assente, tant’è che la stessa Agcom ha chiesto un adeguato spazio per la trattazione dell’argomento.

Data l’importanza dell’appuntamento continueremo a parlarne, dando spazio ai sostenitori del si e del no affinché il cittadino possa esprimere liberamente e consapevolmente il proprio voto.

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I commenti degli utenti
  • franco prisciandaro ha scritto il 28 febbraio 2020 alle 20:02 :

    Purtroppo mancheranno quelli del SI, i grillini hanno dimenticato infatti di mandare in tempo la loro candidatura all'Agcom per i dibattiti e gli spot in tv. Si rischia di avere una campagna referendaria solo con quelli del NO. A meno che il silenzio non sia una scelta tattica dei 5Stelle, che pure avevano promesso fuoco e fiamme nelle piazze sul taglio. Rispondi a franco prisciandaro

  • biagio anselmi ha scritto il 27 febbraio 2020 alle 19:10 :

    esatto, non abbiamo discusso del referendum. in compenso, fino ad avantieri abbiamo parlato del processo a berlusconi per le olgettine... Rispondi a biagio anselmi

  • Michele Macelletti ha scritto il 27 febbraio 2020 alle 17:17 :

    L'assenza di informazione e di confronti-dibattiti tra le ragioni del Sì e del No sono una palese violazioni dei diritti dei cittadini ad essere ad essere adeguatamente informati. BaSterebbe solo questo per rendere nullo il voto referendario del 29 marzo. Rispondi a Michele Macelletti

  • Maria P. ha scritto il 27 febbraio 2020 alle 16:08 :

    I 5Stelle non ne vogliono parlare, il primo motivo del taglio era il risparmio, annunciato per "un miliardo" poi quantificato dall'Università di Milano in appena 52 milioni l'anno. E mentre volevano risparmiare su 345 parlamentari italiani negli stessi giorni decidevano di comprare ben 90 aerei F35 (bombardieri Usa) per 14 miliardi di euro. La propaganda ha le gambe Corte. E solo sui parlamentari vale il risparmio? Rispondi a Maria P.

  • franco prisciandaro ha scritto il 27 febbraio 2020 alle 09:56 :

    Il dibattito è mancato semplicemente perché qualcuno ha voluto silenziare a tutti i costi il referendum. Prima i veri autori di questo "furto" di rappresentanza, i 5Stelle, nei 90 giorni precedenti le firme dei senatori e ora il Governo stabilendo una data troppo ravvicinata per permettere una discussione e una informazione adeguata. Se dovessero proseguire le limitazioni da coronavirus per i votanti di Lombardia e Veneto il referendum dovrebbe essere rimandato, per non essere invalidato. Rispondi a franco prisciandaro