I ruvesi e la Resistenza

Una via di Prascorsano di Cuorgnè intitolata al partigiano ruvese Domenico De Palo

Il sindaco Pasquale Chieco avrebbe assistito alla cerimonia di intitolazione, ma il Covid-19 lo ha impedito. Così, ha scritto a Piero Rolando Perino, sindaco del piccolo borgo piemontese

Politica
Ruvo di Puglia sabato 25 aprile 2020
di La Redazione
La lapide su Palazzo Avitaja che ricorda Vincenzo Ficco, Domenico De Palo e Saverio de Palo, morti nella Resistenza
La lapide su Palazzo Avitaja che ricorda Vincenzo Ficco, Domenico De Palo e Saverio de Palo, morti nella Resistenza © n.c.

Vincenzo Ficco, Domenico De Palo e Saverio De Palo sono tre ruvesi caduti per la Libertà nella Resistenza, durante il Secondo Conflitto mondiale.

Una lapide, posta su Palazzo Avitaja, li ricorda e onora.

A Domenico De Palo, figlio di Michele, caduto a Prascorsano di Cuorgnè (To) il 4 marzo 1944, il piccolo borgo piemontese avrebbe dedicato la cerimonia di intitolazione di una strada proprio oggi, 25 aprile, Festa della Liberazione. Alla cerimonia avrebbe assistito il sindaco Pasquale Chieco: il Covid-19 lo ha impedito.

Il Primo Cittadino, così, ha scritto una lettera a Piero Rolando Perino, sindaco di Prascorsano di Cuorgnè.

«Caro collega Sindaco, noi non ci conosciamo. Avremmo dovuto incontrarci oggi, se solo questo maledetto virus non si fosse messo di traverso; questo 25 aprile, infatti, il vostro piccolo Comune aveva deciso di intitolare una strada a un ragazzo di origine ruvese, Domenico De Palo, morto a 21 anni da partigiano combattente sulle vostre montagne a mille chilometri di distanza da Ruvo.

Purtroppo, le circostanze lo hanno, per ora, impedito (so che dalle vostre parti il virus è stato molto aggressivo), tuttavia voglio che sappiate che abbiamo apprezzato immensamente il pensiero e che speriamo di potere assistere all'intitolazione nei prossimi mesi, appena tutto questo sarà passato.

Questa è una lettera di ringraziamenti.

Ringrazio voi, Prascorsanesi, per esservi ricordati del nostro Domenico, ma voglio anche ringraziare oggi, dal profondo del cuore, per conto di tutti gli Italiani, questo generoso figlio di Ruvo, questo giovane padre dell'Italia libera, che con il suo sangue ha contribuito a regalarci il Paese in cui oggi viviamo: onore e orgoglio per la nostra città, fiore del partigiano morto per la libertà.

Ti saluto caro Sindaco, porta alla tua comunità l'abbraccio dei Ruvesi.

Buon 25 aprile, buona festa della Liberazione a tutti noi.

Viva Domenico, viva l'Italia libera».

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