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“Bella ciao” al Talos accende la polemica

Criticata l’esecuzione delle Voci bulgare Angelite. ​Livio Minafra: «Fu cantata nel 1974 al Congresso nazionale della Democrazia cristiana​». Piero Paparella: «Sorprese arrangiate per compiacere il Re»​

Spettacolo
Ruvo di Puglia domenica 09 settembre 2018
di La Redazione
Voci bulgare Angelite
Voci bulgare Angelite © Talos festival

Un’esecuzione musicale che ha fatto discutere. È stata quella di “Bella ciao” proposta venerdì sera nell’ambito del Talos festival. Tanti i commenti sui social nei confronti di un brano storicamente legato alla sinistra.

Tanto che il direttore artistico Livio Minafra ha sentito la necessità di fornire una spiegazione, declinando la responsabilità della scelta. «Le splendide Voci bulgare Angelite hanno preparato per l’occasione, autonomamente, un arrangiamento di Bella ciao - ha scritto ieri su Facebook -. Dovete sapere che Bella ciao in tutta Europa è simbolo di Liberazione dal Nazifascismo e non solo. Trovo dunque inappropriate le critiche o le richieste di “par-condicio” con Faccetta nera. Sbaglia la destra a non identificarsi con Bella ciao (visto che destra è una cosa, fascismo un’altra, no?). Sbaglia la sinistra a farne un proprio baluardo.

Ricordo infatti che Bella ciao fu cantata nel 1974 al Congresso nazionale della Democrazia cristiana (che certo di sinistra aveva poco) e prima ancora, per la prima volta, nel 1947 a Praga al Primo Festival mondiale della Gioventù democratica.

Chiudo con una considerazione. La Bulgaria ha subíto il Comunismo. Per i bulgari comunismo e fascismo sono la stessa cosa. Lo so perché a Sofia c’ho suonato. Quindi nessun dubbio. Destra riprenditi Bella ciao, Sinistra difendila pure ma ricorda che è un valore di tutti!».

Una spiegazione che però, stando ai commenti, non sembra aver soddisfatto e convinto proprio tutti.

«Non è storicamente vero dire che siccome in Bulgaria hanno subìto il regime sovietico comunista allora, per i bulgari, il fascismo è come il comunismo - ha ribattuto per esempio il consigliere comunale di centrodestra Piero Paparella -. Non è così. Loro hanno subíto il comunismo e perciò mai avrebbero potuto, autonomamente, pensare di cantare Bella ciao, canzone antifascista e non anticomunista, se non per esibirsi nelle vesti di giullari per far divertire e compiacere la corte e soprattutto il Re». Poi ha aggiunto che «il Talos Festival dovrebbe essere di tutti, per tutti e con tutti. Altrimenti non è più il Talos Festival che ha portato Ruvo alla ribalta internazionale. Queste sorprese arrangiate dividono e marchiano il Festival come una piccola zona riservata a qualcuno.

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I commenti degli utenti
  • anacleto berardi ha scritto il 09 settembre 2018 alle 22:51 :

    che polemica sterile e inessenziale. godetevi la musica e le voci di quegli angeli. Rispondi a anacleto berardi