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Black bandana label: rap, impegno e dedizione

​La giovane etichetta fondata da Michele Del Vecchio ​(Mike Stephen)​, Stefano Paparella (Orange Weide) ​e altri ragazzi fra i 16 e i 24 anni​. «Il nostro obiettivo è avvicinare i ruvesi a nuovi generi»

Spettacolo
Ruvo di Puglia venerdì 11 gennaio 2019
di Elena Albanese
Il gruppo di Black bandana label
Il gruppo di Black bandana label © RuvoLive.it

Sono ragazzi tra i 16 e i 24 anni. Rapper, produttori, grafici e videomaker. Principalmente ruvesi, ma non solo.

Da pochissimo hanno dato vita a “Black bandana label”, una piccola etichetta nata per «dare voce alle nostre idee». Il “padre fondatore”, nonostante la giovane età (23 anni), è Michele Del Vecchio (Mike Stephen).

«Ci siamo conosciuti inizialmente io e Stefano Paparella (in arte Orange Weide) – racconta -, grazie a un pezzo che caricai sul mio canale, e lui si complimentò con me. Da lì abbiamo cominciato a parlare di musica, fino a quando non abbiamo iniziato a incontrarci nel mio studio a Ruvo per incidere anche qualche suo brano. Grazie a lui ho conosciuto anche gli altri ragazzi che adesso sono in squadra con me».

Il gruppo è folto e variegato, anche geograficamente. Ci sono i rapper che scrivono i testi, i ruvesi Mario Pellegrini (Sadio), Giuseppe Pio Lobascio (Poet) e Francesco Mazzillo (IlNero), ma anche Luca Lo Coco (Mc Luke), direttamente da Porlezza, in provincia di Como. I produttori che realizzano le basi sono Gianfranco Fiorentino (Gifra) di Bari, Demis Stragapede (Demis) di Ruvo e Manuel Laverde (Zennix9) di Milano. I grafici e web designer lavorano da Brindisi (Matteo Colaianni, in arte Manny) e da Livorno (Alessio Martello, in arte Marte).

«Ci ritroviamo nel mio studio – prosegue Michele - , e lì registriamo i nostri pezzi, tranne i produttori non ruvesi, che contribuiscono grazie alle comuni applicazioni presenti nel web». Lui ha anche deciso il nome del progetto, scelto «perché guardavo i video gangsta rap e dirty south, in cui gli Mc's utilizzavano bandane nere o rosse, e a me sono sempre piaciute la bandane nere». Però «alla fine questa etichetta è come se fosse stata fondata da tutti noi, perché l'idea è stata mia, ma ognuno ci ha messo del proprio».

Lo scopo è «aiutarci a vicenda, vogliamo che chi ci ascolta possa capire di cosa stiamo parlando, vogliamo che i nostri concittadini siano fieri di avere ragazzi come noi, che si fanno in quattro per far uscire anche solo un singolo pezzo. Produciamo e cantiamo solo brani scritti e prodotti da noi, ma siamo anche disponibili a consigli o a qualsiasi tipo di supporto. Principalmente il nostro genere è il rap, anche se molti di noi si stanno "aprendo" alla nuova ondata trap e, sopratutto Poet, sta sperimentando il raggaeton».

Ognuno di loro, infatti, sta lavorando su un’idea personale. Per esempio, Orange Weide ha pubblicato a Natale "Luna park EP", Mike Stephen sta lavorando al suo progetto intitolato "Rewind", «nel frattempo stiamo cominciando a occuparci del primo disco ufficiale della nostra label, che si chiamerà "Black bandana mixtape", con le produzioni di Gifra, Demis e Zennix9. Per i dischi da solisti possiamo dire che siamo davvero a buon punto. Ovviamente per far uscire un ottimo prodotto ci vogliono tanto lavoro, impegno e dedizione». Che loro assicurano di mettere in ogni fase della produzione, guidati da una vera e propria passione, che vorrebbero fosse maggiormente condivisa. In primis dai loro concittadini.

«Il nostro primo obiettivo – dicono - è quello di avvicinare i ruvesi ai nuovi generi attualmente in voga, farci conoscere di più, riuscire a organizzare qualche serata in città. Poi espandere la nostra musica fuori da Ruvo, sarebbe bello farlo anche sul territorio nazionale.

Ci piacerebbe far capire che noi ci mettiamo tanta pazienza, impegno, sudore e tanto amore per la musica».

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