La prima serata

Talos internazionale, dal giocoso Sommer alla vivace Orchestra di Piazza Vittorio

L'introduzione del giornalista Ugo Sbisà: «Questo è un festival di Resistenza, che ci aiuta a resistere a questo nuovo basso Medio Evo»

Spettacolo
Ruvo di Puglia sabato 07 settembre 2019
di Raffaella Anna Dell'Aere e Veronique Fracchiolla
Günther “Baby” Sommer
Günther “Baby” Sommer © Raffaella Anna Dell'Aere

«Il Talos è un festival di Resistenza, che ci aiuta a resistere a questo nuovo basso Medio Evo». Introduce cosi Ugo Sbisà nella prima serata internazionale, dopo aver raccontato del suo arrivo turbolento a Ruvo di Puglia per essersi imbattuto, suo malgrado, in una scorribanda tra ragazzini intenti a dare la caccia alla fantomatica "Samara".

Parlando delle radici che il Talos alimenta e salvaguarda, il noto giornalista, con Pino Minafra, passa la palla, senza indugiare, al batterista settantacinquenne Günther “Baby” Sommer. Artista leggiadro e potente, si rivela alla platea con le sue vigorose interpretazioni e i giocosi vocalizzi, abbracciato alla sua batteria da cui fa affiorare suoni e rumori da ogni angolo, incorniciato nella sua plastica mimica interpretativa. Nel racconto di un aneddoto, rivela al pubblico, con la sua cadenza tedesca e infantile: «Quando sono partito da casa, nel mio armadio ho trovato una “camicia” con su scritto “Talos Festival 1995”. Sono passati 24 anni dalla prima volta che sono stato qua, ma sono ritornato e voi siete ancora qua». E tra un caldo applauso e i ricordi lontani omaggia la città con il brano “Stelline sopra di Ruvo di Puglia”

(Raffaella Anna Dell'Aere)

La serata prosegue con la multietnica Orchestra di Piazza Vittorio, già ospite del Talos nel 2012.

Il repertorio world music, con omaggi alla musica swing e leggera e brani tratti dagli album e dagli spettacoli teatrali dell'ensemble fondato da Marco Tronco della Piccola Orchestra Avion Travel, ha conquistato il pubblico una parte del quale si è abbandonata a danze ai piedi del palco di Piazzetta Le Monache.

La produzione dell'Orchestra, piccolo capolavoro di integrazione etnica e culturale, è "anarchicamente" raffinata: si fanno convivere generi differenti attraverso uno studio attento.

Si sono ascoltati brani tratti da "Credo", oratorio dedicato al dialogo interreligioso; "L'Orchestra di Piazza Vittorio", il primo album; "Sona"; la canzone di Simon,il Gladiatore tratta dallo spettacolo "Il giro del mondo in 80 minuti" e contenuta nell'album "L'isola di legno" , dedicato al viaggio della vita che acquista un senso se si entra in profonda relazione con gli altri.

Tra gli spettacoli teatrali, l'Orchestra di Piazza Vittorio ha interpretato, secondo la propria sensibilità, la "Carmen" di Bizet e "Il flauto magico" di Mozart.

Simbolo di integrazione, l'Orchestra - che prende il nome dalla piazza dell'Esquilino, centro del melting pot a Roma, è espressione della cultura che si trasforma in fonte di sostentamento, di arricchimento e acquista un ruolo sociale contribuendo a porre un argine alla devianza attraverso l'attivazione di progetti formativi nelle scuole e nelle comunità di immigrati; lo studio di repertori di musica tradizionale dei Paesi di origine dei componenti e degli allievi; la creazione e la produzione di opere musicali e spettacoli teatrali. Un laboratorio di arte e integrazione. Secondo lo spirito del Talos Festival.

(Veronique Fracchiolla)

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