Le interviste

Il Talos Festival visto con gli occhi dei volontari

Sono arrivati da Livorno, da Bari, da Genova. La maggior parte di loro ha meno di trent’anni, con le dovute eccezioni. Hanno ricevuto vitto e alloggio gratuito e portano via un bel bagaglio di esperienza​​

Spettacolo
Ruvo di Puglia martedì 10 settembre 2019
di Elena Albanese e Irene Tedone (montaggio Francesco De Marinis)
Il Talos Festival visto con gli occhi dei volontari
Il Talos Festival visto con gli occhi dei volontari © RuvoLive.it

Sono arrivati da Livorno, da Bari, da Rapallo, in provincia di Genova. La maggior parte di loro ha meno di trent’anni, con le dovute eccezioni.

Sono i dieci volontari che hanno lavorato nell’edizione 2019 del Talos Festival, conclusasi domenica, e selezionati attraverso un Avviso pubblico. Divisi in due team, comunicazione e allestimento/produzione, hanno dato una mano nella gestione della kermesse in tutte le sue fasi.

«Volontariato internazionale», lo definisce Giovy, una di loro, che abbiamo incontrato mentre il sound check di un pianoforte appena issato sul palco ci faceva da sottofondo musicale. Un’esperienza che a 28 anni le ha permesso di stare a stretto contatto con artisti e maestranze di altissimo livello, e che lei non esita a definire «bellissima, una grandissima emozione in ogni singolo secondo».

In cambio, hanno ricevuto vitto e alloggio gratuito (dalle suore) e tantissimo da imparare. Dalla posizione delle sedie nella platea per un concerto, al dialetto locale; dal rispetto che nasce dalla convivenza alle bellezze della città. Queste ultime, quasi idealizzate. «Per me Ruvo – afferma convinto ed entusiasta il 23enne Vito – è un luogo dove ci sono solo persone appassionate di arte, appassionate di musica, a cui piace fare volontariato, prodigarsi…».

Gli fa eco Luca, che solitamente lavora in un centro di riabilitazione per disabili, ma per il Talos, data la sua passione, ha fatto il fotografo. «È stato un modo per scoprire tutta una serie di situazioni, realtà, persone, incontrare gente che viene da posti diversi. Così si creano comunità e relazioni che spesso sfociano in amicizie, quindi ti lasciano anche delle cose belle».

Ecco, abbiamo voluto vedere il Festival anche attraverso i loro occhi. Nel video c’è tutto ciò che ci hanno raccontato.

Lascia il tuo commento
commenti