#iorestoacasa: meno traffico, meno inquinamento

Con la graduale riapertura delle varie attività è necessario rivedere alcuni stili di vita

Legambiente Corato Il cigno verde
Ruvo di Puglia - lunedì 04 maggio 2020
Bici in città
Bici in città © n.c.

In questi giorni di limitazione delle uscite di casa e di conseguenza del traffico urbano, l’aria è più pulita e leggera.

Sappiamo bene che si fa un largo uso dell’auto, spesso anche quando non c’è un effettivo bisogno. Per chi usa l’auto, gli aspetti positivi sono spesso, soprattutto negli spostamenti urbani, superati da aspetti negativi non banali: stress, tempo perso in coda, difficoltà e costi di parcheggio, ecc. Esistono però anche numerosi effetti negativi, detti “costi esterni”, subiti da quelle persone che usano l’auto poco o per nulla, che risentono dei problemi generati dal sistema di trasporto automobilistico come l’inquinamento dell’aria e rumore, soprattutto senza però percepirne benefici. In generale, vanno valutati quindi anche costi non strettamente monetari, ma piuttosto di tipo sociale ed ambientale.

Ad esempio, occorre considerare l’incidentalità stradale. In Italia ci sono 9-10 vittime al giorno, con un “costo sociale” annuo di 20-25 miliardi di euro, l’inquinamento, che produce, silenziosamente, in Italia ed il valore economico del tempo complessivamente perso a causa della congestione stradale, stimabile su cifre dell’ordine dei miliardi di euro a livello nazionale. In pratica, l’esigenza di contemperare il diritto alla mobilità di ognuno di noi ed il diritto ad avere una qualità della vita soddisfacente e non influenzata negativamente dagli impatti del traffico, specie se non si contribuisce a generarlo comporta la ricerca di un difficile equilibrio. Questo equilibrio spesso si scontra con vincoli che appaiono insuperabili, ma dalle cause ben conosciute. Approfondiamo nel dettaglio alcuni aspetti.

Le alternative all’uso dell’auto sono spesso poco appetibili. Il trasporto pubblico e la mobilità ciclabile non sempre hanno dagli amministratori locali l’attenzione che meritano, e non solo per mancanza di risorse ma, molto spesso, di competenze tecniche adeguate.

In assenza di valide alternative, l’automobile resta quindi spesso il mezzo preferito per gli spostamenti, nonostante molti, a parità di tempi di percorrenza, sarebbero disposti ad utilizzare i mezzi pubblici ma, purtroppo, questo non avviene, soprattutto a causa di scarso comfort di viaggio, coincidenze non ottimali e collegamenti saltuari e poco frequenti. A differenza di molte realtà europee, la situazione delle città italiane risente di un pesante deficit di trasporto collettivo, soprattutto su ferro. E le misure adottate finora, sia dallo Stato che dalle Regioni, a favore del trasporto collettivo locale e regionale si sono rivelate spesso insufficienti per garantire un servizio adeguato alla domanda, per qualità e quantità.

La bicicletta potrebbe rappresentare una valida alternativa in città per le brevi distanze (circa la metà degli spostamenti che oggi vengono fatti in auto è infatti inferiore a 5 km), ma non riesce ad affermarsi in molte città italiane soprattutto a causa della scarsa sicurezza sulle strade, mentre in altri Paesi europei come l’Olanda o la Danimarca sappiamo che la situazione è ben diversa, peraltro, investire in infrastrutture per la ciclabilità va anche a vantaggio dei residenti: diversi studi dimostrano che il valore degli immobili aumenta in prossimità di piste ciclabili e percorsi pedonali.

Per approcciare il problema nel modo giusto occorre vedere come un unico sistema l’insieme di infrastrutture, trasporti, ambiente, città e territorio, attraverso una progettazione integrata e multidisciplinare, avendo come obiettivo la qualità dell’ambiente urbano. L’urbanistica può svolgere in questo senso un ruolo importante: bisogna privilegiare un modello di città compatta, più efficiente dal punto di vista del tempo e dell’energia risparmiati negli spostamenti e più sostenibile grazie al minor consumo di suolo. Lo sviluppo urbano, nelle aree dove c’è effettiva esigenza, dovrebbe avvenire attorno alle “linee di forza” del trasporto pubblico, favorendo processi di densificazione urbana nei nodi ad alta accessibilità.

Allo stesso tempo, sono utili gli interventi tesi a ripensare e valorizzare lo spazio pubblico, anche con iniziative che possono essere realizzate a costo ridotto, ad esempio incentivando gli spostamenti a piedi vedi anche il pedibus o similari e in bicicletta ,soprattutto per raggiungere i servizi pubblici come le scuole e cercando di accrescere le condizioni di sicurezza in città limitando la velocità dei veicoli, ad esempio con l’introduzione delle “Zone 30”.

Aspettiamo da anni il Piano Urbano del Traffico che possa essere condiviso con una politica attenta a trovare soluzioni chiare e con la partecipazione dei vari stakeholders. Legambiente su questo ambito da sempre è stata attenta fornendo le nostre osservazioni e le proposte operative quando ci sono state iniziative nel campo della mobilità per migliorare la qualità della mobilità ed anche l’aria della nostra città.

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