Sviluppo sostenibile, l’Agenda 2030 nella prassi quotidiana

Cittadini, imprese, istituzioni possono fare la loro parte per il conseguimento di obiettivi sostenibili

Legambiente Corato Il cigno verde
Ruvo di Puglia - giovedì 08 ottobre 2020
Sviluppo sostenibile, l’Agenda 2030 nella prassi quotidiana
Sviluppo sostenibile, l’Agenda 2030 nella prassi quotidiana © n.c.

Negli ultimi anni le parole come sviluppo sostenibile o sostenibilità hanno rappresentato il superamento semantico della parola ecologia che per un quarantennio ha connotato una corretta interrelazione tra gli esseri viventi per trovare un equilibrio per quello possibile di natura.

A questo punto l’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 obiettivi per lo Sviluppo sostenibile - Sustainable Development Goals, SDGs - in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi.

L’avvio ufficiale degli obiettivi per lo Sviluppo sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030. Gli obiettivi per lo Sviluppo danno seguito ai risultati degli obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals) che li hanno preceduti, e rappresentano obiettivi comuni su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, per citarne solo alcuni.

Gli ‘Obiettivi comuni’ riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui: nessuno ne è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino necessario per portare il mondo sulla strada della sostenibilità. Le tre macrodimensioni dello sviluppo sostenibile sono: la crescita economica, l’inclusione sociale, la tutela dell’ambiente. Lo sviluppo sostenibile è definito come uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di assolvere ai propri bisogni.

In questo processo nessuno è escluso: istituzioni, cittadini, imprese, ognuno deve fare la propria parte tesa a raggiungere gli obiettivi internazionali.

Questi sono alla portata di tutti: dall’isolamento energetico, alla raccolta differenziata, acquistare cibo a km, andare a piedi o in bicicletta per percorsi urbani, ridurre il packaging monouso non compostabile fare la raccolta differenziata….Questi semplici gesti quotidiani metodici possono fare molto. Le aziende possono dare il proprio contributo. Un’impresa si dice operi in maniera eticamente corretta quando il proprio agire combacia con la cultura e la morale della società in cui l’impresa stessa si inserisce, applicando delle regole e adottando provvedimenti in più rispetto a quelli previsti per obblighi di legge.

La responsabilità sociale di impresa vede quindi l’applicazione da parte delle imprese di comportamenti che siano eticamente corretti e che mirino ad ottenere dei risultati conformi alle aspettative della società, interagendo in modo positivo con tutte le realtà sociali. Tuttavia l’etica non è un tema definito ed univoco, tant’è che un comportamento valutato eticamente corretto in un certo luogo all’interno di una certa cultura, potrebbe essere considerato eticamente scorretto altrove. Tutti possono dare il proprio contributo per la realizzazione degli obiettivi per il conseguimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale tocca a ciascuno fare la propria parte.

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