Il cardo dei lanaioli

A cura di Sabina Casamassima

Ruvo di Puglia - sabato 19 giugno 2021
Il cardo dei lanaioli
Il cardo dei lanaioli © Sabina Casamassima

Il cardo dei lanaioli o scardaccione, è una specie spontanea diffusa nelle regioni mediterranee. Appartiene alla famiglia delle Dipsacacee e non a quella dei cardi veri e propri (fam. Asteracee). La pianta ha un ciclo di vita biennale, nel primo anno è costituita solo da un insieme di foglie basali, nel secondo compare il fusto che è eretto, ramificato e spinoso e può raggiungere un’altezza variabile dagli 80 cm ai 2 metri.

Presenta una radice a fittone molto robusta. Le infiorescenze sono di forma ovoidale a capolino, ovvero costituite da un insieme di piccoli fiori disposti così fittamente da apparire un unico fiore, possono essere lunghe dai 4 agli 8 cm e hanno alla base delle foglie modificate appuntite. I fiori, bianchi o violacei, compaiono nel secondo anno di vita, nei mesi di luglio e agosto, si dispongono in cerchio a metà del capolino e si aprono verso l’alto o verso il basso. I frutti sono piccoli acheni, ossia semi secchi, rugosi, di forma allungata, di colore marrone chiaro e rappresentano un’importante risorsa alimentare per l’avifauna.

Predilige aree soleggiate, ventilate, terreni incolti e di litologia calcarea, elementi tipici del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, ma cresce anche in terreni argillosi.

Il nome scientifico è Dipsacus fullonum. Dipsacus deriva dal greco e significa “togliere la sete”. Infatti, in questa pianta ogni coppia di foglie forma con il fusto una conca nella quale si raccoglie l’acqua piovana consentendo a molti animali, soprattutto uccelli, di dissetarsi in un ambiente arido come quello murgiano. Inoltre, la presenza di acqua riduce la risalita di afidi sul fusto. Fullonum deriva dal latino fullones ovvero gli antichi lanaioli che utilizzavano i capolini secchi per la cardatura della lana, si tratta di un’operazione che consente di liberare dalle impurità la lana e districare le fibre prima delle operazioni di filatura.

Il cardo per la cardatura è stato in seguito sostituito da macchinari moderni. Viene invece attualmente utilizzato nella garzatura dei tessuti come velluti, tappeti pregiati, panni per i tavoli da biliardo. L’operazione consiste nel sollevare le fibre del tessuto per renderlo morbido e soffice. Infine, la pianta possiede numerose proprietà tra le quali ricordiamo quelle diuretiche, depurative e digestive.

Lascia il tuo commento
commenti
Altri articoli
Gli articoli più letti