Calcio a 5

Torneo Anspi, di scena l'asd Free Soccer Ruvo

​Il mister Gianvito Turturo: «Per noi si tratta di un anno zero. Sono contento e soddisfatto del percorso intrapreso insieme ai miei ragazzi. Continuando a lavorare sodo, arriveranno le soddisfazioni»​

Calcio
Ruvo di Puglia domenica 08 dicembre 2019
di Giuseppe Tedone
Gianvito Turturo e Francesco Tumolo
Gianvito Turturo e Francesco Tumolo © Asd Free Soccer Ruvo

L’appuntamento sportivo odierno è dedicato all’asd Free Soccer Ruvo, nuova realtà di calcio a 5, che partecipa ai due tornei Anspi e Coni. La società schiera anche una squadra giovanile che partecipa al torneo Anspi con i pari età.

Abbiamo intervistato i mister Gianvito Turturo e Francesco Tumolo e i giocatori Michele Caldarola e Nicola Di Terlizzi.

Turturo, come allenatore hai già avuto esperienza nel C5. Perché hai accettato questo nuovo progetto?

«Sono contento di aver intrapreso questo percorso di crescita personale e professionale come allenatore. Non solo ho capito sin da subito che avevo le capacità e le caratteristiche adatte per questo ruolo, ma soprattutto sono entusiasta nell’insegnare ai miei ragazzi quello che ho appreso io in passato. Questo è un progetto iniziato nel 2015, ma solo quest’anno sto raccogliendo i frutti sperati e penso di esserci riuscito grazie alla collaborazione di altre persone. È, per me, un punto di partenza: c’è da lavorare tanto e da analizzare altri aspetti. Tuttavia, sono molto fiducioso».

Sono state soddisfatte le aspettative nel girone d'andata del torneo?

«Quest’anno per tutti noi è “anno zero” poiché, come abbiamo sempre ribadito, le aspettative iniziali erano quelle di far bene e dimostrare che a Ruvo di Puglia è presente una nuova realtà calcistica in crescita e che si vuole impegnare. Sono più che soddisfatto per come stiamo procedendo anche se ci sono molte lacune da colmare ma, come detto precedentemente, è l’anno zero per tutti, quindi ci sono anche degli errori».

In queste gare ci sono state criticità a cui far fronte nelle prossime gare per migliorare?

«Ci sono aspetti da migliorare perché la squadra è giovane e acerba. È vero, alcuni vantano esperienza sul campo, ma la squadra, nel suo complesso, ha ancora tanto da imparare. Ci sono punti di lettura che devono essere sistemati e approfonditi. Le gare a venire devono andare in un' altra direzione, se non vogliamo rimanere indietro.Bisogna svoltare subito Le altre squadre ci stanno subito dietro e noi non dobbiamo sbagliare».

Tumolo, sei alla prima esperienza come allenatore o, invece, un veterano?

«Non sono alla prima esperienza come allenatore, ma quando Gianvito mi ha chiesto di collaborare con lui non ho avuto dubbi e ho accettato compatibilmente con gli impegni lavorativi che in questo periodo mi tengono lontano da Ruvo di Puglia. E non ho esitato ad accettare per due motivi: preferisco da sempre interagire coi ragazzi e non arroccarmi su convinzioni preconfezionate su di loro. Poi perché vanno sostenuti dato che, senza secondi fini e spontaneamente, creano spirito di gruppo. Per questo sono contento di essere stato accettato da loro nonostante sia adulto».

Come giudichi le prestazioni della squadra in queste partite?

«È chiaro che dai primi giri di campo a oggi si sono fatti dei bei passi in avanti essendo stati forniti alcuni strumenti pratici per il miglioramento continuo. Alcuni sono andati oltre le aspettative; altri sono rimasti ancorati al proprio credo calcistico».

Cosa consigli ai tuoi ragazzi per migliorare?

«Consiglio loro di essere sempre curiosi, di avere il coraggio di sperimentare quello che di innovativo proporremo».

Caldarola, sei stato giocatore e dirigente: ti senti più rappresentato in campo o fuori?

«Dopo l'esperienza vissuta l'anno scorso con la Public in C2 in qualità di dirigente, quest' anno ho voluto rimettermi in gioco e ho sposato il progetto Free Soccer, sicuramente ambizioso. Sono ancora molto giovane e sento di poter dare il mio contributo in campo a questa nuova realtà calcistica. In futuro, chissà, magari ritornerò a ricoprire quel ruolo che tanto mi ha fatto crescere come persona ma il presente è in campo».

Cosa devono temere le squadre avversarie quando affrontano la Soccer Ruvo?

«Sicuramente le squadre avversarie temono la nostra grinta, la tenacia che mettiamo in campo in ogni gara ma soprattutto la crescita del gruppo, parola quest’ultima per me fondamentale. Questo per noi è l’anno zero, quindi non ci siamo creati veri e propri obiettivi, Sappiamo di avere un progetto a lungo termine, quindi tutto quello che succederà quest' anno va bene».

Vi aspettavate questi risultati dopo la prima parte di stagione?

«Sinceramente dal primo giorno che ci siamo radunati, abbiamo capito quali erano le qualità. Anche se devo ammettere che i risultati finora sono stati più che soddisfacenti. Un ringraziamento speciale va a mister Turturo per avermi dato questa opportunità».

Di Terlizzi, sei un veterano del C/5: hai scelto di sposare questo progetto per essere un punto di riferimento per i tuoi compagni di squadra?

«Sì: ho giocato per tanti anni nel C/5 in varie squadre e grazie ai miei compagni ho imparato tantissime cose. Quindi è vero posso essere un punto di riferimento, anche per i ragazzi più piccoli di me. Èovvio che nello sport, come nella vita, ci si affida sempre alle persone veterane e questa cosa di certo mi onora».

Sei reduce dall’esperienza con la Public Ruvo: come ti sei ambientato in questa nuova squadra?

« È vero: la mia ultima esperienza con la Public Ruvo non è stata molto fortunata non essendo riusciti a portare a casa i risultati sperati. Per quanto riguarda il nuovo gruppo, mi sono ambientato subito molto bene: è composto da ragazzi più giovani rispetto a me, ma con tante qualità e questa cosa mi stuzzica molto, perché sono un tipo a cui piacciono le sfide».

Come collettivo state disputando un ottimo torneo. Quali sono i segreti di questa squadra?

«No, non ci sono segreti particolari, ma è solo la voglia di giocare a calcio e di divertirci, seguendo sempre le direttive del mister. Forse l’unico segreto, se dovesse essercene uno, è proprio il divertirsi, l’essere un gruppo di ragazzi a cui piace giocare a calcio».
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