Le dichiarazioni

Ospedale Unico del Nord Barese, Felice Spaccavento: «È stata data dignità a questo territorio»

L'ideatore del Progetto: «Nelle more della costruzione, dobbiamo garantire più sicurezza nelle strutture esistenti». Il coordinatore del comitato Albrizio: «Fieri di aver raggiunto questo risultato»​​​

Attualità
Ruvo di Puglia mercoledì 06 novembre 2019
di Veronique Fracchiolla
Spaccavento e Albrizio
Spaccavento e Albrizio © ruvolive

È trascorso quasi un mese da quando Michele Emiliano, il governatore della Regione Puglia e assessore alla Sanità, dichiarò che avrebbe presto annunciato la sede dell'Ospedale Unico di I livello nel Nord Barese.

Lo fece tramite messaggio inviato a Mario Albrizio, coordinatore del Progetto Ospedale Unico, durante l’incontro "La Carta della Salute - tre anni dalla Carta di Ruvo", a palazzo Caputi, a Ruvo di Puglia. Al tavolo era presente anche il fondatore del Progetto, il dottor Felice Spaccavento.

E a due giorni dalla conferenza stampa in cui è stata annunciato che tra Molfetta e Bisceglie sarà costruito il grande nosocomio multispecialistico, abbiamo contattato Spaccavento e Albrizio affinché esprimessero alcune considerazioni a proposito.

«È stata una bella giornata: è stata data dignità a questo territorio – commenta Spaccavento -. La “Carta di Ruvo” nasce per l'esigenza di dare, appunto, dignità al territorio del Nord Barese, prevedendo un Ospedale Unico di I livello che accentri tutte le competenze specialistiche per gestire l'acuto». Poi aggiunge: «La costruzione di un ospedale ha tempi più lunghi rispetto a una ristrutturazione, ma c'è il vantaggio di avere un ospedale tecnologicamente all'avanguardia. Però, nelle more della costruzione, dobbiamo garantire una maggiore sicurezza negli ospedali esistenti (l'Umberto I a Corato; il Don Tonino Bello di Molfetta e il Sarcone a Terlizzi, ndr) rendendoli efficienti: ogni ospedale deve avere le procedure e deve avere le regolamentazioni dei protocolli perché così si abbattono i rischi. Non solo: ritengo che non esista un ospedale funzionante che dia tutto se non esistono anche strutture territoriali di supporto».

Spaccavento è fermamente convinto che a un ospedale multispecialistico sia indispensabile affiancare altri modelli di sanità territoriale quali l'ospedalizzazione domiciliare, le case Salute, hospice pediatrici e geriatrici, le strutture riabilitative pubbliche, l’aumento di piattaforme radiologiche, l'assistenza specialistica domiciliare ai malati fragili e complessi (Sma, Sla).

Al medico fa eco Mario Albrizio, attuale coordinatore del comitato Ospedale Unico: «Siamo fieri di aver raggiunto questo primo storico risultato, con Felice e gli altri membri del Progetto "Ospedale Unico" che non ringrazierò mai abbastanza. Il futuro sembra ormai incanalato nel verso giusto. E, tuttavia, io e Felice siamo molto preoccupati per l'immediato, specie laddove, come a Ruvo di Puglia, si sono persi l'Ospedale e il Pronto Soccorso (i ruvesi, infatti, devono rivolgersi ai punti di primo intervento a Corato e Terlizzi, ndr). La triste notizia dell'altro giorno (domenica scorsa, un uomo, colto da malore, è deceduto in prossimità del Presidio Sanitario Territoriale non più abilitato alle procedure di pronto intervento, ndr) è l'emblema di questa situazione. Ritengo che non sia tollerabile e che, come ha ribadito Felice, in attesa della costruzione del nuovo Ospedale tutto il territorio vada attrezzato e rafforzato, specie laddove, come a Ruvo di Puglia, è più debole e scoperto.

Mi impegno in questo senso a cercare, con Felice Spaccavento, il sindaco Pasquale Chieco e i vertici regionali, una soluzione a questa situazione di cui è impossibile sottovalutare la pericolosità. Spero che potremo dare buone notizie in tempi brevi».

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I commenti degli utenti
  • tommaso fontana ha scritto il 06 novembre 2019 alle 08:49 :

    la delibera istitutiva dell'ospedale unico è del 2012 Rispondi a tommaso fontana

  • Rino Stasi ha scritto il 06 novembre 2019 alle 07:22 :

    "Mi impegno in questo senso a cercare, con il sindaco Pasquale Chieco e i vertici regionali, una soluzione a questa situazione di cui è impossibile sottovalutare la pericolosità". Beato te, che credi ancora a questi venditori di fumo o come diceva Sciascia "quaqquaraqqua"!!!!! Basti vedere come hanno ridotto la nostra bella cittadina (manto stradale, pubblica illuminazione, gestione dei rifiuti scellerata, strisce blu, commercio, ecc.ecc.). Rispondi a Rino Stasi

    Raffaele de Candia ha scritto il 06 novembre 2019 alle 11:39 :

    E' questa la politica che sfiducia perché palesemente quanto manifesto è attribuito solo ad un proclama elettorale. Questo non è un progetto sentito, programmato, serio, perché è l'opposto di quanto dichiarato in passato dal governatore Emiliano. Cosa lo ha fatto cambiare? E' stato folgorato sulla via delle elezioni? Questa è la politica che non mi piace perché falsa e poco seria. Ma del resto gli elettori continueranno ad approvarla e, quindi, il dito ce lo dobbiamo puntare contro noi stessi. Rispondi a Raffaele de Candia

    biagio anselmi ha scritto il 07 novembre 2019 alle 19:51 :

    oddio, al petto, vero? no perchè in altre direzioni...siamo stati già puntati... Rispondi a biagio anselmi