La mostra è stata inaugurata agli inizi dello scorso agosto

Buona affluenza alla mostra "Restituzioni" nella chiesa dell'Annunziata

Mostra visitabile sino al 10 ottobre. Ingresso gratuito con green pass, dal venerdì alla domenica, dalle 18.30 alle 21.30. Collegata alla campagna "Adotta un'opera d'arte": raccolti oltre 3mila euro​

Cultura
Ruvo di Puglia sabato 02 ottobre 2021
di La Redazione
Sacre statue esposte alla mostra
Sacre statue esposte alla mostra "Restituzioni" © RuvoLive.it

Nata con l’intento di fermare l’inesorabile degrado cui alcune opere erano state votate, per decenni letteralmente dimenticate in polverosi depositi e quindi sconosciute ai più, l’iniziativa “Restituzioni. Opere, storie di uomini e d’arte dai depositi della Concattedrale di Ruvo di Puglia” ha toccato l’animo dei ruvesi, scatenando ricordi e avviando una gara di solidarietà.

Inaugurata agli inizi di agosto, l’esposizione pensata e studiata per consentire anche la fruizione delle recuperate chiesette di Santa Caterina e dell’Annunziata, a due passi dalla monumentale Concattedrale, è stata visitata sinora da 1.114 persone, per lo più ruvesi ma anche studiosi e cultori della pittura e della scultura pugliesi provenienti dall’intera provincia. Il dato numerico, rapportato al numero delle aperture, previste ogni venerdì, sabato e domenica dal 9 agosto al 10 ottobre 2021, offre un positivo segnale, in un periodo per altro segnato dalla emergenza pandemica, circa l’urgenza di riappropriarsi della bellezza e il bisogno di fruire di iniziative culturali.

Negli occhi di chi visita lo stupore per un patrimonio assolutamente inedito e sottratto all’oblio, che narra la storia civile e religiosa del territorio, aprendo anche una prospettiva sul futuro. Si fa largo, infatti l’ipotesi, sempre più pressante, di un luogo che consenta di raccogliere queste e altre significative opere in una sezione staccata del Museo Diocesano capace di offrire, attraverso l’arte sacra e le testimonianze della fede dei ruvesi, un ulteriore contributo di lettura dell’identità di una città d’arte e di storia, qual è Ruvo di Puglia.

In quest’ottica il Capitolo ha inteso promuovere l’iniziativa e in questo senso va la raccolta fondi “Adotta un’opera d’arte”, coordinata dall’Ufficio Beni Culturali e Arte Sacra diocesano, avviata sin da subito con la distribuzione dell’omonima pubblicazione (112 pp. con ill. a colori e b/n), voluta e finanziata dal Capitolo, a cura dello studioso Francesco Di Palo, finalizzata all’avvio dei restauri delle opere che mostrano un maggior grado di degrado e precarietà.

Una prima scultura raffigurante Sant’Antonio, già in evidente avvio di recupero, è stata “adottata” dalla diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, affidandola alle cure di Giuseppe Chiarella e Rosanna Virginia Guglielmo. Mentre sono pronti i progetti di restauro delle tele seicentesche e delle sculture attribuite a nomi di rilievo quali Brudaglio, Altieri, Gliri e poi ancora Binetti, Pellegrini, Caretta. Opere e artisti che attendono solo di essere riscoperti, studiati, valorizzati e immessi nei circuiti della fruizione.

3.170,59 euro invece, i fondi raccolti sinora per i nuovi restauri, con l’auspicio che possano accrescersi con l’adesione all’iniziativa di associazioni, privati, imprese e istituzioni.

L’esposizione, realizzata in collaborazione con il Museo Diocesano e con il sostegno e patrocinio del Comune di Ruvo di Puglia e della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, sarà fruibile a ingresso libero sino al 10 ottobre, dal venerdì alla domenica, dalle 18.30 alle 21.30.

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I commenti degli utenti
  • Maria P. ha scritto il 03 ottobre 2021 alle 18:10 :

    In molte chiese pugliesi moderne si vedono spesso statue e arredi di pessima fattura. Perché non è possibile utilizzare queste opere per abbellire per quanto possibile il nuovo che bello stenta ad apparire? Rispondi a Maria P.

  • Franco ha scritto il 02 ottobre 2021 alle 20:31 :

    Le opere di arte sacra dovrebbero essere restituite per davvero alla fruizione, semplicemente rimettendole nelle chiese, dalle quali sono state tolte. Non possono essere ridotte a pezzi di museo. Rispondi a Franco