Il festival si è svolto dal 24 al 26 giugno e dal 1° al 4 luglio nel giardino della scuola Bovio e in piazzetta Turati

Festival di danza contemporanea "Le danzatrici en plein air", Filograno: «Buona la prima»

L'Assessora alla Cultura: «Per noi è stata l'ulteriore dimostrazione di come operatori professionisti e istituzioni locali e regionali possano fare della cultura uno strumento di promozione turistica»

Spettacolo
Ruvo di Puglia mercoledì 07 luglio 2021
di La Redazione
"Party girl_Sunshine version" di Francesco Marilungo alla prima edizione de "Le danzatrici en plein air" © Cinzia Cantatore

Si è concluso domenica scorsa la prima edizione de "Le danzatrici en plein air", festival di danza contemporanea prodotto dalla Compagnia Menhir, ideato e diretto dal coreografo Giulio De Leo coi fondi dell'avviso pubblico regionale "Custodiamo la cultura in Puglia" e grazie a un protocollo di intesa tra il Comune di Ruvo di Puglia e il Teatro Pubblico Pugliese che ha condotto a uno spin-off di undici spettacoli finanziati da Tpp, Ministero della Cultura in collaborazione Network Anticorpi XL. 

Il festival è stato presentato nel corso di un incontro pubblico, lo scorso 17 giugno. Il festival si è svolto principalmente nel cortile della scuola "Giovanni Bovio" e in piazzetta Turati.

«Si è concluso - commenta l'assessora alla Cultura, Monica Filograno - con un incrocio di corpi di ogni età, uno diverso dall'altro, tutti capaci di stare insieme in un unico spazio, tutti uniti dai gesti, liberi nei movimenti, carichi di una energia nuova che traspariva da sguardi e sorrisi, intensi e pieni di aspirazioni.

Si è concluso con una grande festa di comunità: danzatori e danzatrici professioniste, operatori del settore, amatori, pubblico, istituzioni.

Si è concluso dopo sette giorni di spettacolo in due settimane (dal 24 al 26 giugno e dal 1° al  4 luglio, ndr), 41 artisti, 45 partecipanti ai laboratori, 12 coreografi, un'archeologa, 4 eventi digitali, 2 percorsi di pratiche coreografiche aperte ai cittadini, 2 residenze artistiche, una residenza digitale, 8 partecipanti ai workshop digitali, proiezioni giornaliere nel Museo del Libro - Casa della Cultura, 700 spettatori, 198 spettatori eventi online, circa 10mila interazioni social durante i giorni del festival.

Per noi è stata l'ulteriore dimostrazione di come operatori professionisti e istituzioni locali e regionali possano collaborare intorno a un'idea, farla diventare reale, portarla negli spazi pubblici (il museo, le scuole, le piazze), abitarli e trasformarli facendo della cultura e dei linguaggi artistici (in questo caso la danza) uno strumento di promozione turistica del territorio e di crescita della città. Città che torna a incontrarsi, che entra in relazione, che cresce e si trasforma grazie a momenti così intensi come questi. 

Turismo che è fatto anche dagli stessi artisti, che trascorrono qui giorni, dormono, mangiano, vivono nella nostra città, sperimentando suoni, linguaggi, gesti che poi porteranno per sempre con sé e che vanno in scena nelle restituzioni pubbliche, momenti che rimangono unici, succedono solo qui.

"Le danzatrici en plein air" è uno di quei progetti per cui diremmo che il processo conta molto più del prodotto finale. Un processo lungo mesi, nato e pensato in piena pandemia, vissuto online, coltivato nello spazio a lungo disabitato del Museo del libro trasformato in sala danza. Ma poi anche il prodotto finale è stato di qualità molto alta. E dunque direi "buona la prima", in attesa che si lavori alla seconda e che niente più possa fermare esperienze e pratiche di questo tipo».

 

Lascia il tuo commento
commenti